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Consigli su come scegliere il melone.

Se non si è del mestiere, riconoscere un buon melone è veramente difficile e solo un'esperienza pluriennale consente di formare personale altamente specializzato e competente nel distinguere, senza esitazione alcuna, i frutti migliori da confezionare e distribuire sul mercato.
Il segreto sta tutto nel saper usare bene i 5 sensi...

  • Con la vista: il colpo d'occhio innanzi tutto
    Il primo fattore di cui tenere conto riguarda la forma ed il colore esterno. Il melone nostrano tende a virare al giallo a maturazione.
    Il segnale più evidente della freschezza del melone sta nello stacco, cioé il picciolo o, più propriamente, il punto in cui il frutto era attaccato alla pianta. Il melone appena colto è solito presentare sul collarino dello stacco un colore verde brillante tipico dell'erba fresca che, tra le altre cose, nelle prime ore seguenti la raccolta mette in evidenza una goccia simile alla rugiada.
    Un melone raccolto da diversi giorni è caratterizzato da un collarino di colore giallo, come l'erba essiccata.
    E' importante saper riconoscere quando un melone è stato da poco separato dalla pianta, in quanto tale fattore ne determina la durata e la conservazione.
    ATTENZIONE! Un melone bello non è necessariamente un melone buono, e viceversa.
  • Con l'olfatto: il profumo dell'estate
    Anche l'aroma può aiutarci ad avere un'idea sul grado di maturazione del melone che intendiamo acquistare. Nella parte inferiore, vale a dire quella opposta allo stacco, il frutto, quando è maturo, emana un tipico ed inconfondibile odore, conferitogli dall'etilene: tale profumo è prerogativa dei meloni gialli nostrani, a differenza dei meloni a buccia verde, che invece non emanano alcun odore.
    L'etilene ha inoltre la facoltà di accelerare la maturazione dei frutti a polpa soda come mele, pere e banane: tenendo quindi un melone insieme ad altre varietà di frutta, in breve tempo si verificherà una più veloce maturazione anche di queste altre.
  • Con l'udito: saper ascoltare
    Mentre nel cocomero la percussione può dare una indicazione approssimativa del livello di maturazione del frutto, non è invece possibile riconoscere un buon melone ad orecchio, anzi sarebbe meglio non percuoterlo affatto, al fine di evitare di danneggiarlo.
  • Con il tatto: guardare e non toccare
    E' sempre bene maneggiare il meno possibile i frutti ed affidarsi principalmente ai sensi della vista e dell'olfatto, al fine di non sottoporre l'involucro esterno del melone ad eccessive sollecitazioni, rischiando così di danneggiarlo.
  • Con il gusto: dulcis in fundo
    La realtà dei fatti è che il consumatore "profano" (ovviamente nel senso buono del termine) scoprirà se il melone che ha scelto è buono solo quando avrà modo di mangiarlo.
    Potrà sì affidarsi, nel momento della scelta, a tutti gli altri quattro sensi per aumentare le possibilità di successo, ma la "prova del nove" spetterà comunque e sempre al palato.
    Inoltre il giudizio definitivo lo potrà dare dopo un'ora o più, sentendo se la bocca e lo stomaco gli rimandano un buon ricordo di quanto mangiato.

Lafrico - Non mi sfondare, sono tenero e buono

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